Outdoor education: laboratori a cielo aperto tra scienza e natura
Nella società contemporanea, l’infanzia vive un fenomeno senza precedenti definito “indoorisation”: una progressiva reclusione delle esperienze educative e ludiche entro spazi chiusi, artificiali e costantemente monitorati. Questa tendenza ha generato ciò che molti studiosi indicano come “disturbo da carenza di natura”, un’alienazione che si riflette negativamente sulla salute psicofisica, sulla creatività e sulla capacità di astrazione. Come educatori, intendiamo l’Outdoor Education (OE) come una risposta politica e pedagogica a questa deriva, rivendicando la necessità di riconnettere il bambino con l’ambiente naturale. Non la consideriamo un semplice ritorno al passato, ma il riconoscimento della natura come ambiente di vita “normale” dell’essere umano, l’unico scenario capace di offrire quegli stimoli sensoriali e cognitivi necessari per uno sviluppo armonioso e integrale.
Altre informazioni →Valutare nell’era dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale generativa ha infranto un’equazione che davamo per scontata da decenni: quella che legava il prodotto al processo di apprendimento. Per troppo tempo abbiamo creduto che un buon elaborato significasse apprendimento autentico. Ora scopriamo, dolorosamente, che non è più così. Uno studente può consegnare un testo impeccabile senza aver appreso nulla. Può rispondere brillantemente a domande senza aver sviluppato competenze. Può superare le nostre prove tradizionali rimanendo esattamente dove era prima. E noi, educatori, ci troviamo di fronte a una scelta che definirà il futuro della scuola: vietare l’accesso a questi strumenti (cosa impraticabile e destinata al fallimento), oppure ripensare completamente cosa significa valutare, insegnare, accompagnare la crescita. Questo libro sceglie la seconda via. Con tutto il coraggio e la fatica che comporta.
Altre informazioni →
