La consapevolezza dei diritti in carcere.

La consapevolezza dei diritti in carcere.

L’esito di una ricerca esclusiva dell’Osservatorio Internazionale sulla Legalità di Trieste attraverso le persone detenuti di quattro istituti penitenziari italiani

È, probabilmente, senza precedenti quanto l’Osservatorio Internazionale sulla Legalità di Trieste (OIsL) intende promuovere con questa singolare pubblicazione, il cui fine è quello di tentare di riportare l’attenzione delle istituzioni, della politica e dell’opinione pubblica, verso il significato che la pena detentiva debba avere nel nostro paese a mente delle finalità costituzionali previste dal nostro ordinamento giuridico, le quali sono un must per tutti i cittadini, nessuno escluso, a prescindere dallo status di ognuno, ancor di più, ove fosse investito di funzioni pubbliche. Le stesse, infatti, devono rappresentare un obiettivo di comunità, per quanto sempre in progress, nonché un monito per la loro natura non negoziabile. In particolare, questo lavoro si interroga, ponendosi la domanda se l’espiazione di una condanna detentiva o l’applicazione di una misura di custodia cautelare in carcere abbiano anche la funzione sociale di sensibilizzare la persona detenuta sul tema dei diritti umani, civili, politici e, per converso, se questo faccia “naturalmente” insorgere in capo al ristretto il dovere di essere a sua volta destinatario di un obbligo di responsabilità sociale e individuale che possa consentirgli di recuperare un senso di comunità di cui lui è, ma anche rimane, parte, consentendogli così di non sentirsene escluso.

Informazioni sul libro

Impegnato nel mondo delle carceri, come dirigente generale ha ricoperto numerosi incarichi nella veste di Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria in Piemonte e Valle d’Aosta, in Sardegna, nell’Emilia Romagna e nelle Marche, concludendo la sua carriera nel Triveneto. È stato capofila in numerosi progetti europei riguardanti principalmente la prevenzione e il contrasto al fondamentalismo religioso violento. Relatore in innumerevoli convegni, seminari, tavole rotonde, molti suoi articoli e interventi, nonché riflessioni, sui temi della giustizia, della sicurezza e del welfare sono stati pubblicati su diverse testate giornalistiche nazionali. Recente è la pubblicazione del suo libro Captivi, edito da Edicusano, dove attraverso un personaggio di fantasia, il direttore Cesare Sanfilippo, racconta della realtà del mondo delle carceri italiane. È stato anche coautore del saggio Non solo carcere – norme, storia e architettura dei modelli penitenziari, Mursia editore, a cura del prof. arch. Alessandro Domenico De Rossi. Fino al 18 giugno 2024 ha ricoperto l’incarico di Presidente dell’Osservatorio Regionale Antimafia del Friuli-Venezia Giulia. È anche Presidente onorario del CESP (Centro Europeo di Studi Penitenziari di Roma) oltre che Presidente dell’OIsL (Osservatorio Internazionale sulla Legalità di Trieste). È ritornato a interessarsi dei problemi della categoria dei dirigenti penitenziari all’interno della FSI-USAE (Federazione Sindacati Indipendenti dell’Unione Sindacati Autonomi Europei). Dal 1° ottobre 2024 è il Garante dei diritti della Persona della Regione Friuli-Venezia Giulia, occupandosi di infanzia e adolescenza, di minori stranieri non accompagnati, di vittime di bullismo, di persone detenute, di immigrati, di quanti segnalino presunte discriminazioni fondate su motivazioni etniche, sulle convinzioni personali e religiose, sulla disabilità, l’età, l’orientamento sessuale e l’identità di genere compiute da soggetti pubblici e privati.

Dettagli
Autore: Enrico Sbriglia
Anno di Pubblicazione: Giugno 2025
ISBN: 9791281562349
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