SEMPRE, PER SEGRETI SENTIERI

Sempre, per segreti sentieri
Remanzacco, Povoletto, Cividale, Bordano, la loro campagna, le colline e i lontani monti della Carnia, le loro magie, sono il tessuto ara- besco nel quale la storia si raccoglie: la storia di due ragazzi, Aroma e Aria, diversi per provenienza e situazione sociale, diventa la storia di un paese che riscopre il proprio passato per vicende che parlano di identità, di esilio, di amore e di ostilità, di generosità, di dono e di valori comunitari che si affermano nella coscienza. Che riscopre il proprio passato e la propria essenza grazie alla storia, allo studio del passato, ai suggerimenti offerti da svariati personaggi che mettono gradualmente a fuoco una immagine pittorica storica che sembrava di semplicistica interpretazione. Ai nomi di quei paesi potrebbero aggiungersi i nomi di altrettanti paesi ovunque, dovunque, ove la scoperta del senso della storia locale collima con quello della storia più ampia, universale, costituita da incontri, da scambi, da tolleranza e da inclusione nella propria e nell’altrui visione del mondo. Il romanzo celebra questa coralità, celebra la necessità dell’incontro e del dialogo tra le culture, il processo di apertura verso quello che all’inizio appare diverso e che poi, invece, diventa parte essenziale della propria identità – sia nel mondo giovanile quanto adulto. In questo senso, quello che succede sulla pianura e sulla collina friulana rientra nell’i- dea di Arcadia, termine che, nel corso del racconto, e in particolare nella sua conclusione, appare prima come miraggio e gradualmente s’identifica con il sogno radicato e mai cancellato nella memoria e nella coscienza, nel quale ognuno si ritrova e si riconosce. È al senso profondo della letteratura e della fiaba che il romanzo ambiziosamente si ispira, dalla realtà concreta travalicando verso il mito, nel senso di valori esistenti da sempre, garanti della umana convivenza.
