PANE E LETTURA

A cura di Alessandro Farsetti, traduzione di Benedetta Lazzaro
Seconda edizione riveduta e ampliata
…la rivoluzione in quegli anni era come uno spazio…
e il suo vuoto incombeva sul cuore, come l’inquietudine e il pericolo…
Finora inedito in Italia, “Pane e lettura” (ca. 1932-1933) è uno dei capolavori meno noti di Andrej Platonov. Opera di rilievo nel panorama della prosa sovietica degli anni Trenta, il testo venne ritrovato negli archivi del KGB e pubblicato integralmente per la prima volta in Russia nel 2000. Le vicende del racconto, ambientato dopo la rivoluzione bolscevica, si svolgono in uno sperduto villaggio russo popolato da contadini superstiziosi e stremati dalla carestia. Al centro della narrazione troviamo due giovani ingegneri elettrotecnici, Semën Dušin e Dmitrij Šceglov, alle prese con i lavori per l’elettrificazione delle campagne e fautori di due opposte concezioni del mondo, l’una scientista e l’altra scettica. Lungi dal sostenere una delle due concezioni, Platonov fa esprimere ai due personaggi quei dubbi ontologici ed esistenziali affiorati in lui nella Russia postrivoluzionaria. Ne deriva un affresco umano non privo di momenti satirici, ma in cui prevale l’amore per quei piccoli uomini di provincia un po’ strambi, eppure sinceri e sofferenti. In quest’opera, la prosa platonoviana si discosta dalle attese dell’estetica ufficiale del periodo – il realismo socialista – per ricongiungersi a quella grande letteratura russa che si interroga sulle strutture dell’essere e sonda le proprie possibilità soteriologiche.
Questa nuova edizione è arricchita dalla prima traduzione italiana integrale del racconto “La patria dell’elettricità”, versione rimaneggiata di “Pane e lettura” che Platonov riuscì a pubblicare nel 1939. Pur mantenendo un indubbio fascino, tale racconto è l’esempio di come un testo sperimentale e concettualmente complesso abbia dovuto adattarsi per passare tra le maglie della censura nella Russia staliniana.
